mayoor

Dà gioia, poter pagare.

Giuseppe Conte.

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Uccidete ogni narrazione, perché è dalla narrazione che nasce la paura della morte.
(Mayoor)

Rilassatevi: sopra un ramo canta la luna. E’ scesa apposta, e ora fa catenelle dei vostri capelli. Tutto vi sorride. Vi sentite tranquilli, beati. Le palpebre vi si fanno pesanti. E’ piacevole riposare, avete lavorato tanto… ve lo meritate. Giuseppe Conte si è messo in viaggio, al vostro risveglio sarà qui con le caramelle Mou, che vi piacciono tanto… tanto, tanto.

State vivendo un’esperienza straordinaria. Siete soli con voi stessi… senza rimedio. E’ normale che siate fuori di testa. Osservate… è la vostra follia, quella che avevate in corpo ma non lo sapevate. Siete spaventati. E’ normale. Solo rendetevi conto: non capiterà un’altra volta… dite grazie: grazie Gesù, grazie Maometto, grazie Carletto Marx. La vita è bella, e noi siamo moribondi.

Go all the way.

Cigarettes After Sex – Sweet

Noi poeti uniti.

Tutta la pubblicità in croccante divenire.
Da una poesia all’altra.

Ma qui ci sono persone con figli da proteggere e far crescere.
La corrente da pagare. E’ la fine del pozzo.

Coraggio, fratelli! I poeti uniti del mondo,

che nelle loro case stinte, a forza di disinfettante
si stanno rovinando la pelle,

diramano messi di lenticchie, ammassi di carne
bovina su piatti solitari, a lume di candela.

 

Vogliamo vedervi con l’animo in spalle
pieni di salute. Per una boccata di sole. Al Colosseo.

Siamo dove cantano le mondine, in televisori Led.
Uniti dalla pioggia, dal mare che improvvisa cantando.

Scende la notte di un virus nelle vene azzurrino,
che sa di tutti i nostri orari, della vita che facciamo.

Minuto per minuto. E vidi per la strada persone fuggire
ma con la sensazione di aver fatto bene la spesa.

Così noi poeti uniti scriviamo.

Riprendiamoci.

«Se sei malata lo facciamo anche meglio».
Robin Hood, i quattro ladroni. Pietro il Grande,

amico per sempre degli animali. E’ una serpe
il significato.  Riprendiamoci le tonsille.

Dall’inizio.

Ora lavi la forchetta. Ti bagni le mani, Principino.
Rispetta le regole. Finche c’è speranza.

Non è un verso, è un romanzo. Ora ne scrivo un altro,
più breve: L’almanacco, il primo tesoro alle armi.

“La briciola forestiera. Il calco del nascituro. Piovono
manguste. Se viene sera, un poco sfumata.

Allegoria di maiuscole. L’invenzione della PeraLatte.
Andiamoci piano con il Rum. Se torna marzo, le fighe”.

Pasolini populista. Prete Fortini un mazzo da Scopa.
De Sica l’alcaloide. Primo fra gli oppressi, come un segno

di Picasso. Utile al senso di ubiquità. Caro uomo.
– Caro, all’inizio era il verbo. – Caro, il Verbo era presso Dio.

Caro. Cara. E’ un sortilegio. Il bar chiuso e tutte le serrande.
In case di legno le persone giocano a dama.