mayoor

Con me, nell’universo!

Catrame e ruspe.

Al Circolo di Spade
si beve acqua dalla Santiera.
il corpo dei Postini sguaina le mani.
Sull’attenti stringendo le chiappe. Che a sinistra
o di lato, nessuno osi infastidire.

«Qui le gatte imprecano giorno e notte»
«e NOI stenderemo al sole le topaie!»
«Sono Becco di Elefante. E me ne sbatto»

Schiere di parole serve, le più povere
mostrate nude davanti al microfono. Sicché la gente
applaude; prega, si gratta i coglioni, starnutisce, approva,
piscia e scoreggia: ‘perché questa è casa mia!’.

Il canto del cinghiale, la ruota della polveriera.
La tenda con su stampate le mondine al lavoro.
«Del resto nemmeno Putin si ricorda più dello Zar»

Poi, è ovvio, arriva un nero temporale.

Vanno a ritirare le camice stese ad asciugare.
Attivano le videocamere. Il fucile in camera da letto.

Un odio forsennato verso l’amante delle mogli.
Tre coltellate all’italiana. Figurarsi un negro…
Sì sì, un odio come non s’è mai visto.

Metti le mani a coppa, agita,
buttale in avanti. Tutti guarderanno l’aria.
Il vuoto impressionante.

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Deeper.

Case e alberi al crocicchio di una via, che non si vede.
Traveling and solitary monk. Ti leggo il polso?

Un monolocale triste e allegro. Senza parole,
numero civico. Per favore, respira.

OM incolore, quello mezzo di una pila scarica..
Ombre transitorie di pensieri alti.
Bestia mansueta.

Sera turbolenta. Di pianura. Sopra le risaie
tante nubi da scalare.

Padri e madri, diverse geometrie mentali.
Rombi. Nati papaveri e diverse sfumature.

Poi, al centro di palafitte moderne.
Tutto quel tempo trascorso a guardare in su.
Tondo e vuoto.

Di un altro pianeta.

Ondeggia e cade sulle fondamenta.
Sprofonda.

Deeper and deeper.
Now inside these glasses turn over a heron.

Un airone!

Graffiti.

«Signore,
aiutami a scrivere, con questa mano
da destra a sinistra: Isola dei morti.
Due, Paradiso. Tre, Al cielo le braci!»
«Soprattutto quest’ultimo».

«Le unghie, i capelli. Il piatto che passa
di mano in mano. Il tempo, l’orizzonte…».

«Tiziano Vecellio guarda la gente uscire di casa.
Gl’è pittoresca. “Conto a cinque, poi disegno”.
Nell’aria, trattenendo il respiro.

Ma scrive ‘In un metro di mare’. Due sostantivi
che suonano ovattati; perché trasportati in bolle
e bollicine che salgono veloci – …etro re.

Nemmeno sillabe.

Altri frammenti (2)

7bassa

8bassa

9bassa

Altri frammenti.

1bassa

2bassa

3bassa

4bassa

5bassa

6bassa

Midnight.

In camera, al bar e nel romanzo
è mezzanotte.

Già molti fantasmi oltre i muri vanno
in cerca di bocche spalancate.

E’ così da sempre – Oh non lo facciamo apposta.
E’ gente, solo gente…

E siamo a metà del libro.

Oltre al libro un piccolo schermo,
senza audio.

Immagini di rotative con denaro denaro denaro.
Per un attimo Pier Paolo Pasolini.

Sul tavolo le tazzine per domani.
Opportunamente vuote.

Pulite.