mayoor

Il ponte di nessuno.

02

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Monsieur Gurdjieff.

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« Fanculo, mi diverto. Georges
Ivanovič.». La notte si avvicina.

Il popolo è affamato. Esce il Re sul balcone.
Prende il pane; lo spezza, e dice:

«Tenete…».

Più delinquente, che bravo ragazzo.
Superpiù della poesia.

Liberi, solo se pazzi. Allucinati.
Ma liberi. Sole del Nord.

Portami a casa. Disse Georges.
Ma rideva sotto i lunghi baffi.

Ho la sifilide.

 

Il sesso è sacro come qualsiasi cosa nella vita – Osho

Distici. Versi, aforismi, incipit…

I.
Su Marte i biancospini, le scatole di montaggio vuote.
L’altoparlante ai piani alti. I semafori rossi.

II.
Vorrei parlare con voi, per un attimo, del Partito
Democratico.

III.
Nel campo delle meraviglie, dove vanno al pascolo
i nomi delle persone, un vecchio trattore abbandonato.

IV.
Oggi vento senza parole. Amore dice cose improbabili.
Un altro cioccolatino. Rosa dei venti. Volgersi, evolversi.

V.
Il tempo presente passato: sto per facevo; compito
di matematica, certezza senza frenesie. Nostalgia.

VI.
Il personaggio aprì la porta e disse piano: le camere
sono pronte. Troverete le chiavi in reception. Non fate così.

VII.
Fortuna è un colpo di spugna, caro ispettore.
Il papavero antico è già sulla porta.

VIII.
Sotto una cascata. Paura furibonda. L’impronta
delle Dolomiti.

IX.
Vieni a casa con me? Fino all’aeroporto.
Ci prendiamo un caffè amaro di china.

X.
Alla fine di un lungo ragionamento decidemmo
di incontrarci. Mano nella mano.

XI.
Se ne può fare a meno. Di tutto quello che scrivo.
Il come e il perché non interessano a tutti.

XII.
Non dispero di poterla incontrare, domani…
Lascio aperto il rubinetto, l’estremità del pontile.

XIII.
Maestro. Le rose per te sono sul camino stretto
della credenza, appena entri.

XIV.
La natura continua imperterrita a fiorire.
Questa la notizia. Genitori a cavallo siete avvertiti.

XV.
Il prossimo verso sta per arrivare. Già lo amo, come fosse
mio figlio al patibolo di entrambi. Ride la cicogna.

XVI.
Tra un po’ le vettovaglie. Pino e Margherita,
non allontanatevi! Un piatto vuoto qui, uno là…

WVII.
Mi vergogno, disse il poeta. Tortore amiche.
Sia dentro che fuori. Un lungo silenzio.

XVIII.
– Cinque. Arriviamo a dieci, ce la facciamo?
Un verso di cemento attraversò la strada.

XIX.
Nel labirinto scosceso dietro la Prefettura:
– Descriva nome e cognome. Baldo giovane.

XX.
Nulla riempie più del vuoto; se in un vasetto di vetro,
se sul ramo di foglie, se nel cammino sicuro.

XXI.
Ti regalo qualche distico, da portare a casa.
Dì che li hai trovati tu. E che stiamo tutti bene.

XXII
Seduti sul pianoforte, ubriachi, piegati in due
dalle risate. Uno si fece male alla caviglia.

XXIII.
Al tramonto: ieri non ti ho visto. Nemmeno
l’altro ieri. Forse domani. Tra un mese.

XXIV.
Il segreto delle bambole di Baltimora.
Origine del vizio. Antichi velieri.

XXV.
Dispiace per le parole non dette o dette male.
Ho un cane di traverso. Mezzo rimorso. A squadre.

XXVI.
Felice anno nuovo. Come stanno i ragazzi?
Barbara non c’è. E’ dal parrucchiere.

XXVII.
Ai miei amici del pianeta indaco. Prendete.
Sale alle caviglie. Un fil di fumo. L’oroscopo.

XXVIII.
Patina gialla di Paradiso. Le orecchie
dove batte il cuore. Il cervello di Frankestein.

XXIX.
L’interruttore dei suoni, per uno sbalzo di corrente
si fermò su Apocalisse. Poi alla sagra del vino.

XXX.

Senza parole colte. Senza binari assortiti.
La scatola vuota del tè, l’Amerigo Vespucci.

XXXI.
L’arrivo di bambine e bambini sul ventaglio delle prese
di corrente, come venditrici e venditori di ceralacca.

XXXII.
La preghiera delle 18:00. Attenti al cane.
Pensieri malevoli all’angolo di strada.

XXXIII.
Prima che faccia mezzanotte, tre ore vuote.
L’inconscio disvelato. Piccolo verme.

XXXIV.
Ancora il singhiozzo. Santo cielo. Della cricca
degli insonni. Ciliegia. Ci-liegia.

XXXV.
Questo è il mondo dei numeri.
Poeti sul balcone, tubano e sporcano.

Incipit.

*
Su Marte i biancospini, le scatole di montaggio vuote.
L’altoparlante ai piani alti. I semafori rossi.

*
Vorrei parlare con voi, per un attimo, del Partito
Democratico.

*
Nel campo delle meraviglie, dove vanno al pascolo
i nomi delle persone, un vecchio trattore abbandonato.

*
Oggi vento senza parole. Amore dice cose improbabili.
Un altro cioccolatino. Rosa dei venti. Volgersi, evolversi.

*
Il tempo presente passato: sto per facevo; compito
di matematica, certezza senza frenesie. Nostalgia.

*
Il personaggio aprì la porta e disse piano: le camere
sono pronte. Troverete le chiavi in reception. Non fate così.

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