mayoor

Instant poetry & Mi viene da ridere.

Mmmh…

A me piaci perché siamo belli finti.
A me piaci perché siamo bellicisti. Bellicisti.

Le donne mi sbandano sempre, sempre.

Da qui  a domani. Seguono funerali. 
Non del tutto finti. 


Sironi.

Raffinati accostamenti. E la nave esplode.

Ma i colori sono fuori tempo.

Non fa tendenza la luce del giorno sullo spigolo

del tavolo /  Di pittura moderna. Con soggetto.

Ecco perché mi dicevi di Sironi.

Instant neorealista.

Oh, mi mancavi. Mancavi. Nata per soffrire.
Alcune se ne accorgono. Ma qui tutto gira male.

Dialoghi per Pasolini. Tu non guardare. 

Prosa.

Davanti al gasdotto, specchiata sulla Fender.
Prima che diventassi famosa.

Arabi. 

Mio marito. Davanti al ritratto di Virginia Woolf.  
Separati in casa. La domestica.

Tempo. Respiro. Senza radici, appollaiata.
Sul furgone, ah ah ah!

Cretino. Ti desidero da anni. 

La biblioteca. Appare chiaro. I contenuti.

Domani.
Abbelliscono la casa.

Come nasce l’instant poetry.

Quel che segue è la testimonianza vera, vissuta, del procedimento adottato per ottenere buona in quanto luminosa Ip. Fiammella nella notte.
Serie di appunti, nell’ordine in cui sono stati generati. Nient’altro, ma è così che nasce

*

Cena veloce, senza incanto. 
– Ma voi metalli provate amore?

– Raschio del legno, ogni volta che posso.
Rimini Piadina Kathmandu.

La fossa del dente.  

Cielo a sbarre, come defunti.
Pennuti. Alberi a rischio.

Estate. 

Bonaparte e il novecento.
Il bacio della sposa. 

Scrivo dico sulla sabbia.

Giorno di riposo. Betulle urbane.
L’idea di voler piacere alzando un dito. 

Sotto un manto di stelle.

(così, per non buttare niente 🙂

Instant

Scrivo didascalie per filmati all’aperto. 

Vivo in Sardegna. Dolce Cuore di Maria,

Volontà e Amore. Sentirsi dire.