mayoor

Con me nell’universo!

Al volo.

Quando starai sul finire della vita
se resta solo amore,
e di te si vedrà soltanto la casa vuota,
in quella situazione accetteresti
di vivere in eterno?
Che poi l’eterno sono giorni.
Dollari di Paperone.
Le nuove luci degli schermi…

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Mezzanotte.

E’ gente violenta, nessuno ne ha colpa.
Almeno così lei va dicendo.
Però non ricorda. E’ un’altra storia.
Quella per cui adesso. A metà del libro.

Le ciabattine una qua e una là.
Oltre al libro un piccolo schermo,
senza audio. Girano soldi. Per un attimo
s’intravede Pier Paolo Pasolini.

Non arriva mai notte. E’ così
da molto tempo. Alcuni fantasmi
nella via attraversano porte. Dentro
ci sono bocche spalancate.

A teatro.

Ingresso nel viale del palcoscenico.
In palcoscenico viale.

Spettatori distorti, ancora distratti
dalla scena precedente, quella del giorno dopo.
All’ingresso davano biglietti profumati.

“Fantasie”, il nuovo sistema di ascolto partecipativo.
L’enfasi e il volume della recitazione si possono
controllare a piacere grazie al tasto destro
sul bracciolo della poltrona:



– Otello in attesa.

Nella sala del rinfresco qualcuno sta piangendo.
Pubblico silenzioso e solitario. Sono davvero tanti
i muffin al cioccolato.

Dal teatro escono separatamente diverse coppie.
Tutti si sentono appagati. E’ possibile che domani
si rincontreranno.

Sulle pareti cadono proiettate foglie d’autunno.
Ci si sente nudi.

Poesia

Qui.

In cantina potevi trovare delle pistole.
Alla scala E abitava uno che regalava
cimette di insalata. Nel palazzo accanto
chi vendeva la Bamba. Il verso finisce

sulla camicia, le maniche bene arrotolate
di uno scrittore di provincia. Poi,
dallo scrittore a qui, il passo è breve.

Qui.

La stanza galleggia sul mondo
rosa del tramonto.

Disse queste parole
prima di abbassare il capo sulla city
degli alti soprammobili.

– Qui,
nell’unione delle distanze.
Nel paese del  silenzio. Dove si dibatte
l’uomo con la testa sott’acqua.
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