mayoor

Questo blog è il mio taccuino personale, lo uso infatti per appuntare poesie che poi modificherò immancabilmente. Quindi siete avvertiti: quel che leggete oggi domani potrebbe essere diverso, o non esserci affatto.

A parte questo, sto bene.

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Le tue mani sollevano il lato di una carta
– Quella carta – mentre ancora non ti sei mosso.
Sta accadendo in un altro tempo.
Questo comporta che non c’è scelta: dovrai fare
quello che si sta facendo nell’altro tempo.
Il tuo, tra pochi minuti.

Un giorno fabbricherò una Scatola tempo.
Dentro, avvolto in una camicia di ossigeno
metterò del tempo concentrato. Ma saranno
pochi momenti. Bisogna essere lesti: il tempo
ha strane, improvvise fioriture.

In me parla la cima di un grande albero;
che se ne sta isolato, al centro di una piccola radura
circondata dagli abeti. Il bosco è popolato da nanetti.
Sono le falangi degli esseri umanoidi che, perché ci amiamo,
ancora non se ne sono andati per la loro strada.

A parte questo, sto bene.

Mark Rothko

http://www.raiplay.it/video/2016/05/Simon-Schama-Il-potere-dellaposarte-67c74af2-8634-4d52-9899-cdb9c15f2b3c.html

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Rothko è stato indubbiamente il maestro riconosciuto di molti pittori astrattisti. Era uno spazialista, perfetto interprete del vuoto. Le sue opere vibrano di nulla, di qualcosa di indefinibile anche alla scienza. Quindi è anche mio maestro, solo che io vedo gli atomi e capisco il loro linguaggio.

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Billie.

La vecchiaia:
altro pensiero molesto.

L’uomo si sta lasciando trasportare
in mare aperto. Indossa un cappello
di paglia con la banda alta e colorata.
Ti sta fissando negli occhi con sguardo invitante
e comincia a dimenarsi. Dovrai ballare!

Ma prima che il fuoco divampi è già notte.
Ora l’uomo col cappello di paglia
è in un locale di musica jazz all’aperto.
Poca gente.

Inutile fantasticare.
La voglia di lavorare vien sempre meno.
Finché non è più lavoro ma infinito:
Sul lungolago ho pianto.
Auschwitz fa ancora serrare le labbra.
Oggi ti trovo sconclusionata.
Qualcuno sta piangendo.

Il lungo finale è sentimentale
ma alla maniera di Quentin Tarantino.
Vorresti andartene e io ti seguo a fatica.
«Lascio questo saluto» disse lei.
Nella voce di Billie Holiday si sente l’estate.
L’aia di una grande fattoria.

Tutto finirà al ritmo disordinato
di un volteggio di lampi.

Caroline.

vonbraun003

Io e te siamo specchi riflettenti emozioni diverse
e fuori sincrono.

Per un po’ saltiamo nello stomaco dell’altro.
L’altro che si sta genuflettendo.

Così trascorriamo il tempo nella stazione orbitale
Caroline.

La critica NOE.

 

natale_rodari-ev

Penso che Giorgio Linguaglossa sia principalmente poeta.
Un poeta che ha visto nella filosofia la strada per rimanere in sé
mentre esce di senno. Una sfida degna di Ulisse.

Forse anche Ulisse cercava di rendersi forte
in consapevolezza.
Ma no, fosse stato per questo non avrebbe ordinato
che lo legassero.

Un poeta, con il canto delle sirene ci va a nozze.

Favelas (video)