Senza titolo.

di Lucio Mayoor Tosi

Sara è andata al funerale.
I copywriter, gli autori di headline per la pubblicità
perfino loro si stanno rendendo conto di aver perso la partita.
Tanti copywriter erano meglio di Zanzotto, ma guai a dirlo.
Un esercito di manager li tiene in pugno. E’ un ragionar di scacchi.
E nelle arti visive quel fare da art director, si preferisce dire
che lo si deve al genio Duchamp. Perché guardarsi dentro,
in vista di che se non in previsione di nuovi guadagni?
Ma ci sono buone notizie. Presto l’industria si rivolgerà ai poeti
per rifarsi la faccia.
Sara è una bella ragazza.
C’è chi fa notare il fegato ingrossato. L’attaccatura dei capelli
sbilanciata a destra. Solo l’orecchio è di quando ancora stava nella culla.
Ma chi ci pensa? Una vera macchina per scrivere.
Quella cosa che fa sognare.

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