Volendo districare un groviglio di gambe nude argentate.

di Lucio Mayoor Tosi

Fuori, dove il cielo al tramonto manda
in Madagascar – cestelli di luminarie.
Onde dell’oceano – Segnalo il punto luminoso
di un’incognita – Inizia la spirale di un pensiero.
Una rampa di scale. Lì dove sto mancando
in preda a un sentimento-punto luminoso.
Non saprei dire. Una struggevole confidenza,
una forte emozione. – Amore: rudimentale telepatia.
Resistente al tempo dell’atmosfera. Una specie
di nebbia che il pianeta emana. Anche se dirlo ora,
sul sagrato Gae Aulenti, di fianco alla libreria Feltrinelli,
sulla curvatura terrestre; adesso,  mentre provo amore
guardando stelle nella più bella delle realtà… di fianco
a quel punto luminoso a quell’amore che si avvicina…


  1. Ma saremmo sulla cima della torre a vetri.
    Batman in persona d’Ulisse si fa garante
    di promettenti discontinuità.
    Tintinnare di bicchieri.
    II. Il primo sigillo sui capelli dell’uomo tatuato
    dalla luna.
    III. La squadra del cuore: fa rima con amore
    e siamo al rinfresco.
    Labbra rosse, piene di luce.
    Se una parola tira l’altra, allora è narrativa.
    E dunque, quali parole per la nostalgia?

Sono l’uomo parlanteSi toglie gli occhiali fucsia
Il colpo di coda di un rubinetto all’equatore;
uno schizzo di ghiaccio dalle lame della pattinatrice.
Non so che farmene del surrealismo.
il futuro si spacca sul sagrato ed emerge sollevato
di qualche metro, come terremotato. Mi volto.
Il punto luminoso sorride e non c’è nessuno.
Una folata di vento.
La, versione femminile del Bagatto.
Numerose gambe e braccia argentate. Il volto
sia di fronte che in due profili. Tre lingue rosse.
– Spirito delle lavastoviglie dalla coda di serpente
quante monete hai trangugiato quest’oggi?
« Non-so »

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