Frammenti.

di Lucio Mayoor Tosi

frammenti

Un filare di alberi, le madri in attesa.
La linea arancione sul fianco dell’autobus,
carpe giapponesi nello stagno. Domenica.
La città ricordo si spoglia in un bicchiere
d’acqua. Cielo azzurrino, passi e calci
sulla ghiaia. La testa in frantumi. Cade
un petalo.
Il bronzo ritrova la sua ragione d’essere
nel mezzobusto televisivo. Colori grigi
di con e senza cravatta. Quel che conta
sta nella voce: un sabato pomeriggio
con le zie. Zio Vittorio, l’amico di papà.
Il giovane premiato si sente a disagio
le scarpe gli vanno strette.
Vuoto e caos si concedono una tregua.
Labbra chiuse, femminili, s’aggiustano
compiacendosi: dietro le labbra,
mentre nessuno ascolta, non si sente parola.
Il vuoto sta senza sentimento. Un pesce
in cerca dell’amo. La stampa di una
fotografia.
Fermarsi è la meditazione. Viene notte
per il lampadario in cucina; notte serena
senza imprevisti. Nell’angolo buio di un cassetto
ho trovato quel che restava di me nel 2001.
C’era ancora molto legno in quella
illusione.

Annunci