di Lucio Mayoor Tosi

L’uomo … scese allo stomaco.
Poi sollevò il capo e disse:
Tutto cambia, tutto continuamente svanisce.
E scrisse queste parole:
Non mi amavo, non sapevo nemmeno chi fossi.

La voce che era in lui si fermò sulla soglia.
Il silenzio scorreva sul fondo di un precipizio.
Temo di non essere adatto alla poesia
non ho quasi argomenti da dire.
La voce rauca e tenebrosa del morente

tuonò da lontano, ma non si vide il lampo.
Vide una strada sul terrapieno
abbandonata. Un faro che si spegne.
Nelle palpebre di nero velluto
il margine azzurro del globo terrestre.

Molte mani si mossero con gentilezza
chi gli arrotolò con calma una sigaretta,
chi tacque e in fondo alla sala restò
ad aspettarlo, chi con le chiavi in mano
gli sorrise.

(da rivedere)

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