Ah!

di Lucio Mayoor Tosi

Voci nevrasteniche coprono l’eco prolungato di una nota
risalente al buio di morti improvvise. Musica
è quel che resta per sempre; ma la prima nota, la prima
non fu del pianto? O prima venne il forte dolore?

Il cozzare di una pietra, sicuramente, quando ancora non esce
sangue… ah! e mentre la foglia assorbe l’ematoma
lontana una scimmia ripete. Oppure fu l’eco sulle pareti
della caverna, in gola: ah! Ah, ah, ah… aaa. Si è fatto male,
si è fatto male, ah!

Poi rullare di pietre, crescendo di pioggia. L’uomo che ulula
e si batte il petto. Prima, molto tempo prima che nascesse
il silenzio, quindi la poesia – Silenzio dell’arcobaleno. Valle.
Vuoto nel guscio. Sguardi che s’incontrano. Sulla terra
ombre fuggevoli di uccelli in volo.

Ocra mista pelle e saliva. Traccia di una carezza. Città lontane.
Tempo. Un due, un due, un tetto, là. Sveglia. Ah! primo mattino,
fine dell’alba. Giorno dopo giorno. Ripetizione e richiamo. Canto
nel cappello – dei miei stivali. Ombra e corridoio. Nessuno.
Ah!

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