Tre poesie.

di Lucio Mayoor Tosi

Notturno d’uva e porpora, luci nel buio.
Senza atterrare lui le accarezza i fianchi «Vieni, allontaniamoci dall’orizzonte.»

Una barra di sole già pronta all’uso.

Giunti al “ritiro del mare” lui alza la testa. Appena in tempo.
Lei chiude il cofanetto di cianfrusaglie al profumo di lavanda e medicinali.
Lo tiene in pugno.

In assenza di oggetti, lui prova a respirare.


Piano intermedio – Paradise, un casermone moderno
cresciuto smisuratamente in larghezza e trasparenza.
File di cocci. Il cane che abbaia è in Bitches brew…

Sul piazzale per elicotteri mai arrivati, il cielo
con fruste di lampi annuncia pericolose
traversate.
La mappa ingrandita si va complicando.
Mentre scurisce, una linea di vernice rossa
sbalza su tre palazzi in fila.
Argento, ci siamo!

Polvere di arancio fluo…
Cantano, non l’avevano mai fatto prima.


Fantasia come aria in un bicchiere vuoto .
Pozzanghera e pioggerella. Titolo capovolto.

Pomeriggi per lucertole.

 

Nessuna immagine oltre il campanile.
L’orizzonte finisce sotto le case.

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