Conversando con Tomas Tranströmer.

di Lucio Mayoor Tosi

Dove finisce il verso ti accorgi di non sapere. E nemmeno
che dire. E’ il Nulla che fa danzare i proverbi.  L’agitata mente
srotola un capolavori di serial killer. Veleno che fa perdere
la testa.
Nell’intento di unire le persone che mi compongono
incrocio le gambe. L’amica si prepara una sigaretta. Ma dicevamo:
il nulla, signora Yourcenar.  Incontrarlo può essere
molto divertente. Stop. Sarà dove volano anche le mosche.
Difficile tenere a bada l’identificarsi.
Danzeremo insieme?
Un tempo avremmo ingurgitato il cuore nudo di una gazzella.
Ah! il tempo. La morta mente, quando non sa che dire e non sa:
chi abitava in quella giacca, quel giorno a Vigevano?
Il prugno del mio vicino ha i rami serrati. Se tu fossi nel mio giardino
sentiresti l’odore dei topi. Nel nulla trovo me stesso: un uomo sdraiato
sull’erba,  di spalle, rivolto a nessuno.

Il verso finisce qui.

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