Deserto.

di Lucio Mayoor Tosi

Piccoli bagni d’appartamento, persone camminano sui muri, sostano al sole e subito rientrano. L’anima del ragazzo giace tra mosche che vanno e vengono dalla finestra. Poi un battito d’ali sull’unghia. Il baco di una nota musicale.

Tra canzonette radiofoniche e scolaresche il suo bombardino senza fiato aspetta d’essere elettrificato. Vorrebbe una voce polifonica, d’Inizio primavera. I titoli sono già sullo stendino: “Un po’ d’azzurro” (per il giovane arlecchino che sfogliando riviste non ama e non è amato) e “Chilometri di silenzio”.

Annunci