Senza titolo.

di Lucio Mayoor Tosi

Viene il cane a trovarmi nella sera dipinta
coi polpastrelli. Viene che è già arrivato, posa
il corpo come farebbe un attore sfrontato,
mi guarda e fa trasparire un sorriso da tirargli
contro l’intero guardaroba. Ma è un ladro

ed avendo in cuore i ladri non vorrei mancassero,
a meno che l’umanità perda il sorriso per davvero.
Trotta il cane sul pavimento gelato: qui mi sono

sepolto sconsolato; ma ben prima che il secolo
finisse, diciamo vent’anni prima. Come passa
il tempo:

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