In famiglia.

di Lucio Mayoor Tosi

“La prima parola che viene non ti appartiene. E’ quella
che pensano in molti”.

Ma il bambino vuole spumante.

“Il corpo è nelle mani di un dio fannullone, perché affetto
da handicap nella deambulazione”.

“Pazienza per la casa che è piccola”.

Intanto le tende cadono sul termosifone. Libri e quaderni
dormono raccolti. Si sente lo stridore del freno di una bicicletta.
Poi nulla.

Ai poeti non  par vero che le tende siano le vesti da camera
della dama con la bocca rossa che dà baci a chiunque.

“Va a finire che salterà fuori un lupo, naturalmente.
E subito dopo la paura di morire. In mezzo al deserto”.

Brillano i bambini sul vetro dei bicchieri.
Fuori, notte aggrappata alle finestre. Papà fuma la sigaretta.

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