Tanti graffi.

di Lucio Mayoor Tosi

L’emozione che attraversa non può
trovare rifugio correndo dentro una poesia – oh, quelle tue mani –
verrà da te come il quarto asso,
per farti felice.
Ticchetteranno i suoi passi sul selciato, dirà bugie
– che pensi nascondendo la bocca ? –
presto presto che già lo stadio della notte sta rubando
cuori trasteverini; ho qualcosa nella gabbia
delle mani: ci ho nascosto il mio regalo per te, ancora un po’
mio-per-te, prima che vada, prima che il vento svolti e nessuno
alzi la voce.
L’abito delle case sa di pelle umana.

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