di Lucio Mayoor Tosi

osho

Chi di noi due morirà? A chi appartiene il sangue che mi fa ballare? Le arance nel cassetto della frutta. E che ne sarà del mobile nero che vive qui ormai da anni?

Mi hanno insegnato che il Maestro andrebbe ucciso… lasciato morire!
Per poi vivere nello spaventoso silenzio di essere soli?

Chi guiderà le mie parole, se ne avrò?

Presto, molto presto, Mayoor. Il posto delle parole è già stato assegnato, ma restano spazi liberi. Pericolosissimi, però ci si respira. L’aria di una canzone basterà.

I poeti camminano con le pinne ai piedi. Intorno un battere di ferramenti.
Un battere e levare.

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