Duemilaventicinque.

di Lucio Mayoor Tosi

Sarà poesia quel che diventerà voce e commento di molte immagini.
Esattamente come Omero tanti secoli fa. E tutto verrà registrato
e moltiplicato.

Scrivete storie per l’epica rinnovata e misuratele con l’epopea del classicismo.
Come sarti tendete il nastro del centimetro. In fondo quelli, che ne sapevano del vivere una libertà sbilenca, e potersi buttare contro un muro, di notte.

E ogni tanto scrivete di voi stessi, così che non si sappiano altre notizie.
Quindi ditene bene, o come sapete fare, ché questo è compito vostro.

Io sto scrivendo altro, ho da lavorare.

– Agosto 2015

Nota: poesia scritta in diretta, contemporaneamente su due blog. 
Dicono che così facendo s’impari presto a nuotare. 

Annunci