Non piove.

di Lucio Mayoor Tosi

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Toccare con mano la realtà
è come sbattere la testa sul fondo dolce e gelatinoso di un rivolo cosparso di licheni.

Uomini in Sequenza di alberi escono dal comune ufficio della sotterranea. Nuda la carne bianca del collo.

Tutti hanno radi capelli, unghie Che non servono più a nulla, profili e tre Quarti rivolti a pensieri di neve artificiale, di poca cenere.

Alle tre di notte ancora mosche di solitudine si posano Sugli avambracci. Che vogliono?

Si piegano un poco sui fianchi le fate di Facebook. Nel rosso delle Cornee s’intravedono Lampi di rabbia e di pianto.

Dovunque Carezze invisibili di Ragni innamorati.

Dove cercarti, mio disattivato amore, e perché?

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