Big.

di Lucio Mayoor Tosi

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Grandi dolori e immense felicità, di questo è fatta la solitudine che cammina a piccoli passi dove Tutto è abitato
e OGNI cosa parla, muovendosi e rilucendo, tanto Che non servirebbe darsi da fare per altro cercare.

Darsi un’immagine unica, come fossimo reliquie o prodotti Che nascono Sugli scaffali del supermercato
pronti per Essere venduti, per intraprendere viaggi senza ritorno. Andare via e moltiplicarsi, la nostra Faccia lontana

dal Cuore, come Corpi smembrati, fiori senza profumo, ritratti della mancanza, della nostra assenza Che libera
la strada al vento delle automobili, al cielo che cambia luci, Agli odori che sembrano arrivare da lontano,

da paesi dove come animali Vivono in molti, assuefatti, rannicchiati vicino Alle industrie, Dove c’è da fare, Lavorare
e lasciarci la vita, quasi fosse Una bellezza di poco Conto: da regalare a quei pochi Che ci ameranno.

Che si arrangino il sole e la luna se a stento Facciamo due metri e ci supera Qualsiasi pianta. Questa è la misura dei tetti,
delle case abitate Da pensieri, chiuse da buone serrature. Coi gerani alle finestre.

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