Il proprio amore.

di Lucio Mayoor Tosi

Cupido+1

Non c’è origine né bene o male Tra parentesi
dissero Gli occhi nel triangolo della sera Che andava verso
il parcheggio.
A quell’ora Nessun altro Oltre me Che pensandoti
mi mettevo al volante MENTRE sul parabrezza le stelle
si fingevano Distratte, indifferenti. Lunatiche.
Perché l’amore arriva di soppiatto minando
ogni altro sentimento? I nostri Stanno bruciando
come rovi catapultati tra schiere nemiche.
Eppure Già Distanti, ciascuno Nel proprio amore.

Ed E’ già matrimonio, Uno di qua l’altra di là
Senza fretta, senza cercarsi, Nella curva
del tempo che ci Unisce.

Tanti Caldi e abbracciati saluti alla città
Che si allontana.

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