Thriller.

di Lucio Mayoor Tosi

Immagine

Il forestiero pensa alle comode visioni di chi dorme da tempo ripetendosi.
Dev’essere così perché tutto è sotto controllo. No, luna?

L’ora è di quelle che non passano. Gelida, scorre.

L’autore se n’è andato (a dormire?) sul filo a piombo, da qualche parte nel cemento dipinto di giallo (tempera, nemmeno lavabile).

Luci spente, diciamo a posto. Un posto, uno per dormire al riparo (dai fastidi).

Notte perfetta nel berretto di lana, via le scarpe e senza specchi attorno.
Il forestiero ha la piazza tutta per se’, e volendo ogni stella che si possa guardare.

Non c’è divieto di parcheggio per persone come lei.  Lei è un personaggio letterario, è tutto gratis. Si metta pensieroso dove vuole.

Il parkinson arrivò la domenica mattina sul rasoio tremolante che aveva in mano.  Ma no, basta ravviare i capelli, non pensarlo, non dirlo, non c’è.  Come il mare dietro quella casa, l’impressione di aver visto un gabbiano volare.

Tutto è sotto controllo. Vivo perché ho una voce, senti?
( tossisce).

Capì che stava morendo mentre si rigirava nel letto, per il fatto di non immaginarsi sveglio al mattino.  Avrebbe dormito per sempre, e sebbene quel sempre un po’ lo spaventasse,  sapeva anche di meritarselo.  Infine se ne andò pensando a due uova sode.

Annunci