Xnxiodz

di Lucio Mayoor Tosi

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“Non è l’economia che conta, e nemmeno la grandezza,
conta il cielo sulle dimensioni delle bolle a picco sui respingenti.”

L’altra sera ci stavamo fumando una sigaretta tranquillamente. D’improvviso mi disse che era stanco dell’universo, che era giunta l’ora di cambiare aria. Sempre le stesse cose, disse. Poi estrasse un magnete naturale, un xnxiodz, dicendo che su ksdjjrin di questi ne hanno da buttare.
“Però, che bei colori”, dissi io.

L’universo sopra ksdjjrin somiglia al cielo di Pantelleria quando il sole cade a picco, là ci sono magneti ad energia respingente, di tutte le dimensioni,  che si mantengono sospesi per l’svsvsbj per lungo tempo, come bolle di sapone. Poi si dissolvono e se ne vanno. Infatti sul soffitto del cielo si formano delle macchioline rosse che durano diversi xbxndjjd. E’ magnifico starle a guardare perché generano nuove radiazioni respingenti, ma leggerissime, come quando spira d’improvviso un vento fresco, d’estate. Solo, quelle ti fanno volare.
Dicendo che su ksdjjrin le dimensioni sono colori, mentre il sole cade a picco sulle macchioline rosse, ho pensato alle bolle. Per troppo tempo l’universo sul soffitto cambiando aria ha respinto il sapone, è ora di estrarre nuovi magneti. Il sole cade in forma di radiazioni respingenti dicendo “E’ magnifico”. Oggi e domani, capisci? Non ti fanno volare le sigarette e le stesse cose.
E’ vero che noi Carlo Marx non l’abbiamo avuto, e nemmeno Buddha, ma un xnxiodz può trasformare le pupille in pianeti. Non è l’economia che conta, e nemmeno la grandezza, conta il cielo sulle dimensioni delle bolle a picco sui respingenti. Queste cose non ve le dicono. “Che ne so” dissi io, mica guardo la televisione. All’ultimo concorso di Miss Italia qualcuno ha proposto di respingere l’universo, così, per fare spettacolo. Il vento leggero delle pupille accese le sigarette, ma nessuno se ne accorse. Tutti riposero l’accendino nelle tasche, con naturalezza. Fu un fiasco. Di che vogliamo parlare?
Qui ancora si parla della morte, “Dei suicidi, delle morti eroiche di qualcuno del passato?”, mi chiese. No, di quella di ciascuno, non ci si abitua all’idea che presto o tardi ci accadrà un’esperienza che non abbiamo già vissuto.

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