Fatamorgana.

di Lucio Mayoor Tosi

Breve poesia scritta per la giornata del primo maggio, che è ormai
un ricordo della festa dei lavoratori. Infatti oggi è la festa, se di festa si può parlare,
dei disoccupati, degli esodati, dei precari e degli emigranti.
Fatamorgana è il miraggio, qualcosa che sta tra il passato e il futuro,
entrambi in posa davanti allo sguardo di un uomo
che si è lasciato incantare dai sogni,
per distrazione, una mattina presto.

quarto-stato

Quello alla sinistra di quell’altro a sinistra, quello che guarda la ragazza del suo migliore amico mentre tiene affettuosamente per mano un tipo forestiero; l’egiziano che sta a sinistra dei due ragazzi di colore, laureati imbianchini che parlano tre quattro lingue.  A sinistra il nonno, quello con il braccio sulla spalla dell’ergastolano; D’Annunzio e Marinetti assolti,  l’operaia di concetto, il prete fruttivendolo, il ministro delle molteplici passioni. Al centro la famiglia dei cinesi. E la mamma naturalmente, perché ci stanno anche i morti.

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