Natale.

di Lucio Mayoor Tosi

Natale:  spuntano le margherite. Le mucche svizzere suonano coi loro batacchi come fa il cucchiaino su questa tazza.  Fuori c’è un sole che spacca. Preparo la borsa per la piscina scandinava, mi vesto, mi specchio, ascolto il telegiornale e penso: la voglia di morire non sta negli ospedali, viene prima, viene a vent’anni anche se oggi si vive più a lungo,  più a lungo con la voglia di morire.
Le margherite sono piene di zucchero, preparo la borsa scandinava e ballo con la voglia di morire su questa tazza.  A natale spuntano i batacchi sul cucchiaino, fuori c’è un sole che ha voglia di morire.   Vent’anni, tanto vivono le mucche.
Le parole del TG sono margherite scandinave. Fuori c’è un sole che spacca, lo sapevo, ieri sera c’erano stelle intermittenti.   Ho sognato che mi morivo tra le braccia perché la borsa da ballo era senza cucchiaino,  le batterie del cuore erano scariche e non avevo soldi, ne’ per comprarne di nuove ne’ per rifarmi i denti. Le stelle intermittenti erano senza batacchi e le mucche ruminavano nella tazza.

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Per vivere più a lungo, più a lungo di vent’anni, bisogna avere la borsa piena di cucchiaini e poi andare in ospedale dove abita la voglia di vivere.   Ti portano la minestra, il prosciutto con gli spinaci svizzeri intanto che il telegiornale racconta fiabe sull’economia dove si parla delle aspettative di vita ormai tanto lunghe che in pensione ci andranno le piscine scandinave, a Natale, mentre c’è un sole che spacca e le mucche svizzere preparano la borsa con tanto di tazze e cucchiaini, prima di morire dentro, a vent’anni, sul più bello, insieme alle margherite.

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